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CABARET ROCK PER « ONE FOR THE ROAD » : il gruppo « One For The Road » con sede a Ginevra lancia il suo secondo album. Intitolato « Stealing The Show » (distribuito da Disque Office) , il loro splendido viaggio merita che vi si faccia scalo. Sospeso nel vuoto, il soffio profondo di una fisarmonica apre le danze. Poi due accordi di chitarra, spogli, colgono chi ascolta di sopresa. Interviene il ritmo, affiancato dal suono nostalgico della fisarmonica, seguito dalla voce di Theresa Rhodes. Con « The Bare Truth », primo brano del disco, si parte per un viaggio di 46 minuti e una manciata di secondi, il tempo di scoprire con piacere le undici nuove canzoni di « One For The Road ». « Utilizziamo soprattutto lo stile country-rock, un po' di blues, il reggae e la musica latino- americana, il tutto condito con gli arrangiamenti di Kiet, che è vietnamita » precisa Theresa Rhodes. Sì. E no. Perché « One For The Road » utilizza questi generi solo come influenze per dar vita a un universo estremamente personale : una sorta di cabaret rock misterioso, poetico e sensuale. D'altronde « One For The Road » raggiunge il massimo quando punta a fondo sulla sua identità propria, come per « The Bare Truth », « The Lounge Lizard » oppure « Stealing The Show », mentre i brani più classici come « The Vampire's Trick » potrebbero farli sembrare banali. Con sonorità di una sorprendente purezza, realizzate da Kiet Nguyen e mixate da David Richards al Mountains Studio di Montreux, le orchestrazioni scindono e intrecciano suoni acustici ed elettrici. Tessono una formidabile trama per la voce di Theresa Rhodes, i cui accenti ricordano a volte Hazel O'Connor o Marianne Faithful. Alcuni vi hanno colto l'eco di Patti Smith o di Laurie Anderson…Comunque sia, lusinghieri raffronti. Theresa Rhodes, autrice e compositrice di tutti i brani, è nata a Londra ed ha vissuto dapprima in India poi in Rhodesia prima di stabilirsi a Ginevra. Qualche anno fa, è riuscita a mettere a segno un'impresa formidabile : far venire voglia a Jermaine Jackson, fratello di chi ben conosciamo, di registrare un duetto con lei. Così è nata « Save Tomorrow », nel 1995. Kiet Nguyen, nato a Saigon, era venuto in Svizzera per motivi di studio. E' rimasto per forza, non potendo più rientrare nel suo paese dopo l'avvento dei comunisti al potere. Allora ha accumulato le esperienze musicali, che lo hanno portato oggi a passare con disinvoltura dal ruolo di chitarrista alle tastiere, da programmatore ad arrangiatore di « One For The Road », un gruppo che riunisce altri cinque musicisti di varia origine, tra l'altro svizzera e francese. « La musica è come le onde radio : passano sopra le nostre teste e quando hai una buona antenna, capti quello che passa. In questo preciso momento, la mia antenna ha captato questo tipo di suoni, ed ecco cosa ne è uscito… » spiga con modestia Kiet Nguyen. Forse….ma che antenne !" (Traduzione d'un articolo a cura di Bernard Léchot (Radio Swiss Internationale - www.SwissInfo.org) "Grazie alla voce smeraldina di Theresa Rhodes, la musica di ONE FOR THE ROAD si innalza alla stregua degli angeli. Al di sopra dei frastuoni e dei campi elettrici, ella deriva da una stella all'altra in balia di melodie accattivanti e sottili. Nato dall'incontro di una cantante inglese del Zimbabwe e di un chitarrista vietnamita, One For The Road travalica ogni frontiera. Il suo rock acustico associa i sapori dell'Estremo Oriente a quelli del Far West e la country al calypso-reggae. Kiet Nguyen fa scaturire dalla sua chitarra un perlio di note con l'abilità di un orefice. I suoi accoliti non sono da meno in quest'anelito d'un suono spoglio di fronzoli." (Traduzione d'un articolo a cura di Lionel Chiuch, Tribune de Genève) CONSIGLIATO: An Acoustic Affair. "E' incredibile come conosciamo male la Svizzera! In Francia, i nostri vicini elvetici sono apprezzati per gli ottimi orologi, le casseforti sicure, l'eccellente cioccolata e a volte i vocalizzi di Stephan Eicher. Ed ecco che arriva ONE FOR THE ROAD, un gruppo che s'ispira più all'atmosfera dei motel e locali americani che allo jodel alpino. Ed ecco che, come se niente fosse, al loro repertorio pop rock aggiungono una fisarmonica, quella di Laurent Sonnerat. La magia della voce di Theresa Rhodes assume alternativamente gli accenti di Patti Smith (Come to Think of It), o di Laurie Anderson (Clone Your Favorite Lovers). Le chitarre acustiche di Kiet Nguyen fanno il resto, nel brano sull'Africa (Amai Africa) o le storie d'amore che vanno dove le spinge il vento...(Island Lady).A dimostrazione del fatto che si può fare del buon rock con una fisarmonica." (Traduzione d'un articolo a cura di Frédéric Garat - Accordéon Magazine) FESTIVAL CARIBANA 98 CON IN PROGRAMMA DOCTOR JOHN, TOOTS & THE MAYTALS, DIANA KING, ONE FOR THE ROAD, ECC.: "I musicisti di Crans hanno attirato 10'000 che la pioggia non è riuscita a scoraggiare. La prestazione di DIANA KING non è stata all'altezza delle aspettative, ma ONE FOR THE ROAD ha saputo sedurre il pubblico. Una programmazione con ottime sorprese: L'incontestabile successo di pubblico premia una programmazione che - pur non essendo particolarmente originale - ha comunque proposto una serie di sorprese. Per quelle buone, da notare le prestazioni dei gruppi elvetici come Core o Glen of Guiness. E soprattutto One For The Road ha distillato una miscela di rock e country sapientemente dosata." (Traduzione d'un articolo a cura di Pierre Smets - Tribune de Genève) "ONE FOR THE ROAD AL "CHAT NOIR". - Nel proporre un distillato della sua band, con l'eccellente An Acoustic Affair, Kiet Nguyen porta avanti la sua ricerca di sonorità pure e senza compromessi. L'album, che esce attualmente, segna il punto d'arrivo di questo processo: propone, oltre al terso country-rock, qualche stimolante brano di reggae e delle ballate acustiche di una sorprendente nitidezza. Il tutto sostenuto senza l'ombra di un cedimento dalla splendida voce di Theresa Rhodes, che fa risaltare le sonorità di ogni strumento. Per questa produzione, il gruppo si è avvalso della partecipazione di alcuni nomi prestigiosi (Vincent Courtois, Philippe Massey, Roger Melt). Dedicando ad ognuna delle sue apparizioni in scena la stessa meticolosa cura che contraddistingue il lavoro in studio di registrazione, ONE FOR THE ROAD ricrea in scena un'atmosfera quasi studiosa, in cui ogni nota è partecipe del comune ideale perfezionista. Tuttavia, questo non lede in nulla l'autentica emozione che ogni apparizione in pubblico di One For The Road non manca di suscitare (fino a sabato 30, a partire dalle ore 22 h 30, al Chat Noir, 13, rue Vautier, Carouge)." (Ich - Tribune de Genève)
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